IL PROCESSO ESPERIENZIALE DI RICONOSCIMENTO

Il processo esperienziale di riconoscimento (P.E.R.) è una pratica che consente di rielaborare in maniera positiva le proprie esperienze passate, in modo da superare i disagi che spesso sperimentiamo nella vita quotidiana. È un processo di auto-aiuto che, senza avere la pretesa di risolvere psicopatologie di grave entità – che vanno ovviamente trattate con gli strumenti e nei contesti adeguati – può effettivamente migliorare la qualità del nostro presente, aiutando chi sceglie di vivere questa esperienza a liberarsi delle zavorre della propria storia personale per riappropriarsi del potere della responsabilità del presente, del “qui e ora”.
Tutti tendiamo a ripetere inconsapevolmente gli schemi di comportamento appresi durante la nostra vita tramite esperienze imbarazzanti, dolorose, frustranti, paurose… Esperienze che si traducono in altrettanti schemi emotivi e corporei, meccanismi abitudinari che scattano ogni qualvolta si ripete una situazione analoga.
Come può avvenire questo? Si tratta di lavorare sulle esperienze personali più intense che sono rimaste in qualche modo congelate dentro di noi, dando vita ad una sorta di museo della nostra storia personale. Quando conosciamo una persona ci costruiamo un’opinione positiva o negativa, tanto più importante e significativa per noi quanto più le vite di due persone si intrecciano in una relazione amorosa, affettiva, di amicizia o di parentela. Con il passare del tempo continuiamo a fare riferimento a quell’introiezione iniziale, cioè al ritratto di quella persona che abbiamo tracciato inizialmente, perdendo la capacità di relazionarsi agli altri nel tempo presente, per quello che tali persone sono oggi. Quella che delineiamo giorno dopo giorno è una mappa soggettiva che utilizziamo come punto di riferimento per orientarci nella nostra esistenza, ma per fare questo utilizziamo senza rendercene conto tante energie psichiche. Questo dispendio di energie non ci consente di vivere pienamente il momento presente: siamo pesantemente condizionati dai nostri ricordi positivi e negativi. Il processo del P.E.R. punta ad esplorare le nostre esperienze passate, a rielaborarle e a lasciarle finalmente andare fino in fondo, rendendoci consapevoli che appartengono comunque al passato e non esistono più, possono cessare di condizionarci.

Ma cosa vuol dire “Processo esperienziale di riconoscimento”?

PROCESSO
Un processo è un movimento interiore che avviene dentro di noi, all’interno dei confini della nostra pelle, intesa come contenitore e confine della persona che esplora se stessa, colui o colei che inizia il processo esperienziale di riconoscimento.

ESPERIENZIALE
Quando qualcosa inizia a muoversi al nostro interno, si dà l’avvio ad un’esperienza interiore globale: ci si ritrova ad assistere all’emersione di immagini, pensieri, emozioni, sentimenti, sensazioni corporee che ci comunicano alcuni significati tramite il linguaggio della metafora. Tali esperienze si modificano in continuazione e sono in grado di coinvolgere l’essere nella sua interezza. Le sensazioni percepite si fanno in questo modo veicolo di significati profondi, possono metterci in contatto con quello che finora non è stato espresso attraverso le parole. Ne consegue un’elaborazione, una digestione di carattere quasi fisiologico del ricordo di tali eventi, caratterizzata da una continua evoluzione di pensieri ed emozioni. In tale percorso interiore i pensieri sono dapprima negativi, a causa della presa di contatto profondo con il ricordo di piccoli o grandi traumi; successivamente ci accorgiamo di poter abbandonare i pensieri ed i ricordi negativi: ne consegue l’emergere di aspetti e ricordi positivi. Lo stesso processo avviene per quanto riguarda le emozioni, dapprima di segno negativo (paura, pericolo, dolore ecc.), in seguito trasformate in rabbia, tristezza e poi distacco, per approdare infine ad emozioni come la commozione, il sorriso, la contentezza, il rilassamento. Il corpo si libera dalle tensioni, dalle contratture e dai nodi posizionati in varie zone, per approdare progressivamente ad una sensazione di distensione ed assenza di disagio fisico.

di RICONOSCIMENTO
Quando si parla di riconoscimento, si fa riferimento alla capacità di riconoscere noi stessi nel momento presente come soggetti distinti dalle situazioni che abbiamo vissuto in passato, in cui tendiamo a sentirci identificati, o dalle preoccupazioni per quello che ci potrà accadere in futuro. Tutto questo si può verificare in quanto nel processo esperienziale fin qui descritto il passato (o meglio, gli effetti di quest’ultimo sulla vita presente) si è finalmente compiuto, è stato consumato, digerito quasi fisiologicamente e biologicamente attraverso il corpo. Attraverso tale processo viene infatti articolato un dialogo con tutte le emozioni e le parti di noi stessi che stanno emergendo, accogliendole, riconoscendole per quello che sono, sospendendo ogni giudizio, preferendo andare incontro a quello che emerge con un atteggiamento di consapevolezza. A tali emozioni viene data, forse per la prima volta, la possibilità di esprimersi, a fronte di un ascolto attento, profondo e privo di giudizi. In questo modo il momento presente viene vissuto libero da tutti i condizionamenti negativi di un passato che realmente è passato, ma che nella nostra mente continuava a gravare come una zavorra per una forma di condizionamento mentale. In questo senso possiamo affermare che, grazie al processo, abbiamo la possibilità di svuotarci e di creare uno spazio all’interno del nostro essere in cui accogliere la nostra vita per quello che è oggi. Grazie al processo esperienziale avviene in tal senso un riconoscimento del potere, della gioia, della libertà che si esprime unicamente adesso, nel “qui ed ora” del momento presente. Questo ci dà la possibilità di individuare lo spazio esistente tra noi e gli eventi passati della vita quotidiana, consentendoci di fare le scelte più armoniche con noi stessi, perché siamo finalmente liberi dai condizionamenti dei pensieri e del passato.


 

Dott. Sidney Journo

Diplomato con corso quadriennale di formazione per insegnanti del Metodo Feldenkrais con i requisiti richiesti dH'European Feldenkrais Training Accreditation Board.

Diplomato come facilitatore di gruppi con la tecnica del Council, il cerchio (tecnica per formare equipe, gestire conflitti, sviluppo della comunicazione) con il corso di formazione svolto con l'insegnante Leon Berg della Ojay Foundation U.S.A.

Diplomato come insegnante di Focusing (tecnica di comunicazione psicosomatica) con corso di formazione biennale con l'insegnante Nicoletta Corsetti con diploma accreditato presso The Focusing Instituite, Inc. di New York U.S.A.

Diplomato come insegnante di Hatha Yoga nel 1990, presso la feder-Yoga confederazione internazionale di Yoga, con corso quadriennale, come da allegato.
Ha conseguito la sua formazione con l'insegnante belga Andre Van Lysebeth noto maestro yoga su scala internazionale.
Si è specializzato con François Berlette sul Pranayama tecniche del respiro.

STUDI DI APPROFONDIMENTO

Ha integrato i suoi studi con la partecipazione e studio per più di venti anni a corsi di discipline nell'ambito del corpo e della psiche:

  • Rolfìng: utilizzo della gravità per il corpo con l'insegnante Mita Mazzali
  • Metodo Alexander: utilizzo della inibizione nel movimento con gli insegnanti Antonella Massimo e Bruce Speitman
  • Bioenergetica: con vari insegnanti
  • Posturale Sousciar: utilizzo dell'allungamento delle fasce muscolari posteriori con l'insegnate Maria Piluso
  • Metodo Fourcolours - i colori della voce: con L’insegnante Ciro Imparato
  • Metodo Eutonia: fondato dall'insegnante danese Gerda Alexander sull'utilizzo del giusto tono muscolare, approfondimento conseguito con Fiorella Dinisio
  • Comunicazione non violenta: linguaggio giraffa del Dott. Marshall Rosemberg con l’insegnante Vilma Costetti
  • Logosintesi: del Dott. Lammer con l’insegnante Andrea Fredi
  • Terapia verbale: con la Dott.ssa Gabriella Mereu
  • Antiginnastica: riequilibrio della naturale fisiologia del corpo tramite il riconoscimento del suo linguaggio con l'insegnate Marilina La Vecchia
  • Qi Gong: antica disciplina cinese di riequilibrio energetico con il medico agopuntore Vincenzo La Bella
  • Audio foniatria con il Metodo Tomatis: con il Prof. Concetto Campo e con l'insegnante Marco Mortillaro
  • Metodo Stanislavski dell'Actor Studio: tecniche corporee di respirazione e concentrazione del corso di addestramento per attori svolto dalla dottoressa Luisa Stagni.
  • Corso di PNL: programmazione neuro linguista con l'insegnante psicoterapeuta Albarita Di Cicco
  • Tecniche psicosomatiche Vipasana Tailandese: con il prof. Corrado Pensa dell'università di Roma
  • Tecniche psicosomatiche Soto Zen: con l'insegnante americana Diane Rizzetto
  • Tecniche psicosomatiche Zen Vietnamita metodo Tich Nath Tan: con L'insegnante Tiziana Faggiani
  • Tecniche della Gestalt, tecniche di psicodramma, art terapy: corso con lo psicoanalista Davide Gerbi
  • Tecniche cognitive sistemiche delle costellazioni familiari: insegnante Cinzia Bragaloni
  • Elementi di comico terapia: insegnanti Leonardo Spina e Sonia Fioravanti

ESPERIENZA PROFESSIONALE

In questi venti anni di attività ha insegnato per i seguenti enti, associazioni e istituzioni, per varie fasce sociali:

  • Insegnamento svolto presso il centro universitario sportivo ente universitario sostenuto dall'università di Roma per la promozione dello sport verso gli studenti universitari
  • Insegnamento presso UPTER università per la terza età con corsi rivolti in particolare presso gli anziani
  • Insegnamento presso la scuola Armando Diaz per la Circoscrizione
  • Insegnamento per il Ministero di Grazia e Giustizia al carcere dei minori di Roma di Casal del Marmo
  • Ha collaborato con le FS-ECOLOG SPA alla formazione del personale e al management con tecniche di gruppo e individuali